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Jose
Antonio Garcia Calvo ,57 anni oggi, è
partito da Cadice (Spagna) più di sei
anni fa per compiere un lungo
pellegrinaggio per il mondo.Attraverso
l'Europa e la Russia è arrivato fino nel
Tibet e nel Nepal con un viaggio di
oltre 73 mila chilometri. Oggi si trova
di passaggio a Sansepolcro; noi
l'abbiamo incontrato e fotografato per
voi.
Nel nostro
breve incontro ci ha raccontato di avere
in Spagna una figlia con un nipotino di
quattro anni che lui ancora non conosce
e che è pertanto ansioso di abbracciare
al più presto,di essere stato per molti
anni cuoco sulle navi e che ad un certo
punto della sua vita ha sentito il
desiderio di girare il mondo in maniera
"diversa". Fra gli incontri più belli
nel suo pellegrinare ricorda con una
certa emozione la permanenza di un mese
presso il Dalai Lama e la visita al Papa
Giovanni Paolo II con il quale si
intrattenuto per una decina di minuti.

" I
fastidi più grossi? il mal di piedi, la
gente a volte cattiva e la scarsa
ospitalità di alcuni preti " questa
riflessione del nostro pellegrino andrà,
secondo quanto da lui affermato, nel
libro che ha intenzione di scrivere una
volta tornato a casa
Per festeggiare il suo compleanno
l'amico Andrea Berghi lo ha ospitato
gratuitamente a pranzo nel suo locale.
Speriamo
di sentire presto sue notizie.
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Il Santuario di
Nostra Signora di Gonare sorge
sull'omonimo monte che si eleva per 1100
metri circa sul livello del mare tra i
territori di Orani e di Sarule, tra la
piana di Ottana sul medio corso del
fiume Tirso e la catena del Gennargentu,
tra Nuoro e San Basilio di Ollolai.
Il Santuario è
raggiungibile a piedi partendo
dall'abitato di Orani dalla zona di " Su
Cantaru" e
salendo su per la vecchia e ripidissima
strada che passa a "Sos
Malavidos" e a
"Illudini"
fino a raggiungere l'ampio piazzale de "Sa
Corte" dove
sorgono le antiche "Cumbessias".
Il piazzale si trova a quota 973 metri
sul livello del mare e da qui si snoda,
scavato nella roccia, il ripido sentiero
che porta fino al Santuario da dove
nelle giornate più limpide si può
effettivamente scorgere il mare Tirreno
e il mare di Sardegna e un notevole
numero di paesi della provincia di Nuoro
e di Sassari.
Si racconta che:
Gonario, giudice di Torres, sia andato
in pellegrinaggio in Terra Santa e al
ritorno in Sardegna, sorpreso da una
tempesta abbia promesso alla Vergine, se
salvatosi, di costruire un santuario nel
primo lembo di terra che gli fosse
apparso davanti. Mentre approdava nell'
isola, avrebbe visto la cima del monte
Gonare e decise di costruire il
santuario in quel monte. "La promessa
fatta fu mantenuta".
La leggenda dice che:
Gonario salendo il monte incontra una
donna con in braccio un bambino e parla
con lui. La donna si stanca per la dura
salita e per il peso del bambino che
dormiva sulle sue braccia e sente il
bisogno di riposarsi appoggiandosi alla
roccia che in quel punto si presta.
Gonario contemporaneamente si ferma a
guardare il bel paesaggio che dal monte
si può vedere, ma quando si volta per
parlare con la donna si accorge che essa
è sparita. Era la Madonna con Gesù. Oggi
quel punto viene chiamato "s'inbaradorgiu".


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Article in
the Sicilia
22 novembre 2006a.pdf
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Josè Antonio Calvo, ex marinaio in
visita ai santuari mariani, ha fatto di
nuovo tappa a Madonna. Presto sarà a
Lourdes e a Santiago Tirano: tombolata
benefica per il pellegrino spagnolo
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José Antonio Garcia Calvo è partito
dalla Spagna più di sei anni fa |
TIRANO (c.c.)
Era già stato a Tirano alcuni mesi fa,
ma ora nel suo viaggio di ritorno a casa
ha voluto rivolgere un ultimo saluto
alla Madonna. E' José Antonio Garcia
Calvo, 57 anni partito da Cadice
(Spagna) più di sei anni fa per compiere
un lungo pellegrinaggio per il mondo
attraverso l'Europa e la Russia e
arrivato fino nel Tibet e nel Nepal con
un viaggio di oltre 74 mila chilometri.
Il giorno di Natale José si è trovato di
passaggio a Tirano in visita al
Santuario ed Ezio Maifrè, tiranese molto
noto, lo ha accompagnato in santuario
con lo spirito fraterno dell'accoglienza
e della ospitalità. «Mi è parso un uomo
buono, un pellegrino, forse come lo era
il nostro Mario Homodeo - racconta
Maifré -. Ospitandolo ho avuto il dono
di un incontro davvero speciale che ci
ha arricchito umanamente. Nel nostro
incontro mi ha raccontato di avere in
Spagna una figlia e una nipotina di tre
anni che lui ancora non conosce e che è
pertanto ansioso di abbracciare al più
presto; di essere stato per molti anni
cuoco sulle navi e che ad un certo punto
della sua vita ha sentito il desiderio
di girare il mondo in maniera diversa».
Fra gli incontri più cari del suo
pellegrinare ricorda con una certa
emozione la permanenza di un mese presso
il Dalai Lama e la visita al Papa
Giovanni Paolo II con il quale si è
intrattenuto per una decina di minuti.
Il pellegrino ha raccontato che il 1°
gennaio del 1999, il peschereccio sul
quale lavorava come cuoco è naufragato a
800 metri dalla costa norvegese a causa
di una tempesta. Dei sedici membri
dell'equipaggio, Josè Antonio Calvo è
stato l'unico a salvarsi grazie
all'intervento di un equipaggio
irlandese. Scampato alla morte, dopo
cinque mesi in ospedale, il marinaio ha
fatto un voto alla Madonna, cui aveva
affidato la sua salvezza, e decise di
partire per visitare tutti i santuari
dedicati alla Vergine. Durante il suo
pellegrinare, si è mantenuto grazie alla
solidarietà di tante persone che gli
hanno offerto lavori temporanei, che gli
hanno consentito di superare anche i
momenti più bui, dopo essere stato più
volte derubato dello zaino e dei suoi
soldi. Tutto ciò non ha minimamente
intaccato la sua fede né lo ha fatto
desistere dal suo obbiettivo. Ora la sua
avventura sta per concludersi, il suo
volto appare segnato da profonde rughe,
ma dai suoi occhi azzurri traspare una
grande serenità: «E' stata un'esperienza
meravigliosa - ha commentato l'uomo - e
ora posso dire di conoscere e capire il
mondo». Un mondo che definisce ricco di
generosità e bontà. Josè Antonio Calvo,
dopo aver visitato il Santuario di
Madonna di Tirano, si recherà in
Francia, al santuario di Lourdes, poi in
Portogallo al santuario di Santiago de
Compostela. Quindi, avendo completato il
lungo itinerario, tornerà a fare il
cuoco a Cadice, dove potrà riabbracciare
la figlia e la nipotina, che attendono
con ansia il suo ritorno. Non gli è
mancato l'affetto della gente di Tirano
commossa dal suo racconto, nel segno
d'una fraterna amicizia e, in occasione
della tradizionale tombola che Cristiano
Del Simone, titolare del bar “Il
Pallino” organizza tutti gli anni, è
stata fatta una colletta di denaro
augurandogli ogni bene
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La
Provincia 29-3-2007

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